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febbraio 2016

Al calar del sole

Le 10 cose da fare a Stoccolma

17 febbraio 2016

Oggi va decisamente di moda stilare classifiche per qualsiasi cosa e ho deciso che ci voglio provare pure io. Tentata di crearne una dei vestiti più belli di Sanremo, degli uomini più sexy del 2016 o delle cose più inutili che potrebbero rientrare in una classifica, resisto alle tentazioni e scrivo le cose che secondo me sono imperdibili in quel di Stoccolma.

In questo giorno grigio decido quindi che Not Far Enough fa un baffo alla Lonely Planet e anche a l’Oltreuomo e se voi foste anche solo minimamente normali chiudereste immediatamente questo blog.

Se state ancora leggendo vuol dire che di normale avete poco oppure significa che volete così profondamente fare un viaggio nella capitale svedese che avete deciso di leggere pure i miei consigli. Veniamo dunque al dunque: ecco a voi Le 10 cose da fare a Stoccolma.

  1. Visitare il centro commerciale situato nel quartiere di Stockholm Sodra all’ora di pranzo. Questa galleria è situata in una posizione strategica: è infatti circondata da aziende, imprese, start up e un numero infinito di asili nido. All’ora di pranzo tutti i caffè si animano di bocche sdentate, di mamme che allattano e di papà che fanno un po’ di coccole alle mogli (probabilmente compagne visto che in Svezia ci si sposa tardi ma ci si ama molto presto). Se siete fan delle scene romantiche o semplicemente delle tette al vento questo è il posto per voi.

  2. Andare in un vero pub vichingo. Ce ne sono due, entrambi situati nella città vecchia. Profumano di cera, di birra al miele e di antico. Potrete mangiare salmone, renna, alce e burro, tanto burro. Troverete sempre musica dal vivo e compagnia mondiale: non ci sono tavolini ma solo grandi tavolate, mangerete quindi con gente da tutto il mondo. Che siano davvero “veri” pub vichinghi ho i miei dubbi, ma chisssssene frega.

  3. Sbagliare uscita della metropolitana. Tappa obbligata di Stoccolma è la città vecchia, Gamla Stan. Se deciderete di arrivare là con la metropolitana, sbagliate l’uscita: al posto di seguire la folla e di girare a sinistra, girate a destra e vi ritroverete in un vicolo cieco. Niente di che detta così se non fosse che è senza alcun dubbio il posto più bello in cui godersi il meraviglioso tramonto svedese, tra rocce, casette colorate e navi sull’acqua ghiacciata.

  4. Entrare in un supermercato. Ci sono solo due cose in Svezia che sono più economiche rispetto all’Italia: i preservativi (perchè il governo li regala) e le caramelle. Avete presente quelle caramelle gommose che in Italia sono incomprabili perchè ne metti 3 nel sacchettino e devi pagare 5 euro e 50 centesimi? Ecco, nei supermercati svedesi rimarrete scioccati dalla qualità, quantità e varietà di queste meravigliose caramelle gommose. Attenzione: gli svedesi amano la liquirizia salata.

  5. Camminate per le strade e sentitevi supereroi. Non si capisce bene come sia possibile che gli svedesi camminino con scarpe normalissime ai 2000 km/h. Bene, provateci anche voi. Credeteci, credete davvero che potete camminare così velocemente mantenendo l’equilibrio su 4 strati di ghiaccio. Probabilmente non ce la farete e farete dei voli micidiali. Ma ci avrete provato.

  6. Dormite tutto il giorno e state svegli tutta la notte. Tanto c’è sempre buio (se andate adesso) o c’è sempre il sole (se andate in estate). Comunque sia, vedrete di quei colori che vi lasceranno senza fiato, colori che vi eravate perfino dimenticati che potessero esistere davvero.

  7. Fatevi una Fika. Gli svedesi sono fika dipendenti. La fika è l’equivalente della nostra merenda e se qui da noi è considerata un obbligo solo fino ai 10 anni, in Svezia è un must, una giornata senza fika è una giornata persa, dicono. Entrate quindi in un meraviglioso cafè e ordinata una tazza di caffè e una fetta di torta (non importa quale tanto sapranno tutte di cannella). Se invece, come me, odiate quella brodaglia che chiamano caffè e non potete sopportare la cannella, ordinate una bella tazza di tè e quello che vi pare. Ma non perdetevi la fika.

  8. Cucinate una pasta in bianco. Se vi trovate a Stoccolma a caso e non conoscete nessuno auto invitatevi o fermatevi in un ostello. Insomma fate in modo di riuscire a cucinare una normalissima pasta in bianco come fareste a casa vostra. Noi mettiamo olio e parmigiano, loro mettono banana e uvetta passa: vi sentirete un genio della cucina. Come si dice? Poca spesa, massima resa.

  9. Andate a fare una partita a Badminton. Ci sono campi di questo strano gioco ovunque, al chiuso, all’aperto, sulla neve, sul ghiaccio. Potrete imparare delle parolacce in svedese, sudare un po’ e finalmente capirete a che gioco stavano giocando Lady Cocca e Lady Marian quando parlavano dell’amato Robin Hood.

  10. Fate un viaggio in treno. Chiudete un occhio sul prezzo e comprate un biglietto (se vi fidate davvero, compratelo senza ritorno) e andate a Falun. Sarà il viaggio in treno più bello della vostra vita, tra laghi ghiacciati, laghi a metà, montagne, foreste, neve, cerbiatti, renne e casette rosse. E quando arriverete a Falun godetevi quella piccola cittadina perchè non ne esiste una più bella al mondo. Quella piccola cittadina che, dopo 3 anni, ancora oggi come allora, ha un pezzo del mio cuore.

Come vi dicevo, se siete saggi, guarderete questo articolo con un’espressione tra lo stupito e il disgustato. Se invece un po’ pazzi lo siete, vi sarete innamorati della Svezia, anche perchè non ci vuole poi tanto. Se, infine, siete tra i pochi che hanno avuto la fortuna di aver visitato o perfino vissuto a Falun, capirete perchè un viaggio a Stoccolma ha senso solo se si torna anche là. A questi pochi fortunati volevo solo dire che ci siete sempre, nel più profondo.

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G.

Guests

Quella volta che mi sono presa una vacanza da me stessa

2 febbraio 2016

Viaggiare mi è sempre piaciuto. Scappare ancora di più.

Quando le situazioni si complicavano o solo quando avevo di cambiare prendevo e andavo via.

Poi gli anni sono passati, le responsabilità aumentate, le teste anche. E andare in vacanza è diventato sempre più difficile, e costoso. Perché non sembra, ma andare in vacanza in 3 è un’altra cosa. Dal punto di vista economico e del relax.

Mi sono ripetuta per mesi che ero una persona – prima ancora che una madre – e in virtù del matrimonio di un caro amico sono andata dall’altra parte del mondo per una settimana, da sola.

Ma non puoi far sposare tutti i tuoi amici in altri continenti solo per il – sano e sacrosanto! – bisogno di libertà e indipendenza.

Così ho iniziato – senza volere credo all’inizio – a prendere a una vacanza dalla mia vita.

Semplicemente, a dedicare sempre più spazio a momenti a me. Ho iniziato a portare scampoli della mia vita professionale dentro casa, nei weekend.

Semplici scambi di messaggi e conversazioni di lavoro che pian piano diventavano riflessioni semiserie sulla vita. Dove soprattutto, ero io, e solo io, non ero più una moglie, una madre, un ruolo inquadrato.

Una vacanza da me quindi, senza barriere, senza nuovi luoghi da visitare, ma forse solo aspetti di me sopiti da ritrovare.

Un viaggio nella mia testa – senza conseguenze per nessuno.

Un viaggio che necessariamente però si interrompe bruscamente – quando ti rendi conto che alla fine una scelta la devi fare. Tornare indietro o andare avanti.

E alla fine tornare indietro è la scelta migliore. Perché è come quando torni a casa.

Magari l’impatto è duro, hai ancora in mente i ricordi vividi della vacanza. Il nuovo e il diverso ha un sapore sempre migliore. Come quando torni in inverno dai caraibi e non puoi credere di essere passato in poche ore dal sole che ti bacia e accarezza al freddo gelido che ti punge anche le vene.

E poi piano piano però sai perché casa tua è il posto migliore che esista. L’unico in cui puoi essere davvero te stesso. L’unico a cui hai sempre e comunque voglia di tornare.

E riparti di slancio, verso il prossimo viaggio. Dove sai per certo che non partirai da sola, ma con la tua famiglia, che hai avuto la fortuna e la tenacia di conquistare e mantenere.

 

Pes