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ottobre 2016

Al calar del sole

Quella rompipalle di Joyful Julia

3 ottobre 2016

No, non preoccupatevi, non mi sono nascosta, non ho mentito sulla mia personalità, non sono stata paziente, né finta, né comprensiva. Sono stata rompipalle, come sempre. E la cosa più incredibile è che mi hanno voluto bene lo stesso.

In una settimana è difficile fare tante cose. E’ difficile acquisire nuove competenze, è difficile rimettersi in forma, è difficile conoscere bene una persona, è difficile farsi volere bene, è difficile fare vedere quanto vali, è difficile vedere quanto vale l’altro.

Eppure è vero che una settimana è sufficiente per volere bene, per imparare a rispettare, per imparare a conoscere, per comprendere, per sorridere, per donare, per ricominciare a sognare, per allargare un po’ gli orizzonti.

E, vista così, una settimana diventa un’opportunità unica per fare un passo avanti verso noi stessi, verso la nostra capacità di relazionarsi, verso il nostro voler bene davanti al mondo. E così non ci sono più nazioni di serie A e di serie B, non ci sono più sport di serie A e di serie B, ma c’è invece collaborazione, tolleranza, aiuto, incoraggiamento e sostegno.

Perché, diciamoci la verità, come diavolo avrei potuto fare street work out se non ci fossero stati dei gentiluomini muscolosi che non facevano altro che dirmi “Come on Giulia, you can do it!”???

E così è passata una settimana e non me ne sono nemmeno accorta. Non mi sono accorta del divano con buchi sul quale dormivo, non mi sono accorta degli scarafaggi e cavallette che invadevano il bagno, non mi sono accorta del cibo discutibile e della cucina strana.

Devo essere sincera? Non penso di avere acquisito particolari competenze, mi spiace. ma che io mi senta più europea e che il mio cuore sia un po’ più pieno, bè su questo non ci sono dubbi.

Ah! E ho un’incredibile cultura sui super alcolici! Ogni sera, infatti, una nazione preparava giochi e raccontava un po’ della sua storia, delle sue tradizioni. E, porcamiseriavacca, la cultura è cultura e questi simpaticoni mi facevano bere alcolici con 4mila gradi.

E così adesso conosco bene Vilnius e il Krupnik, Sofia e la Rakija, Budapest e la Palina e Bratislava con la sua Borovicka. Anche se la migliore è stata Guimarães con un’ottima sangria 🙂

Mi fanno male muscoli che non sapevo nemmeno di avere, ho mangiato zuppe che voi umani non potete nemmeno immaginare e ho conosciuto una varietà di insetti indicibili che risiedevano nel nostro bagno. Eppure il primo giorno ho promesso di essere Joyful Julia, ho promesso a me stessa e agli altri di essere una Giulia piena di gioia.

Non so se ho trasmesso qualcosa agli altri, non so se si ricorderanno di me e non so se vedrò ancora tutti quei bei ragazzi. Ma io, questa settimana, ho ricevuto così tanto che essere Joyful Julia non è stato per niente difficile.

Un grazie finale al mio splendido gruppo di italiani che mi ha accolto così come sono: rompipalle e Joyful.

P.S.
Budapest è splendida e gli ungheresi sono dei fighi!

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G.