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marzo 2017

Al calar del sole

Sfidarsi per vivere nell’ottica della speranza

17 marzo 2017

Odiare è più facile. Dire “no” è più facile. Evitare è più facile. Ignorare è più facile. E’ anche più facile lasciare vincere quella parte dentro che dice che abbiamo ragione, che non è colpa nostra, che sono gli altri che non capiscono.

E’ più facile non approfondire, accusare, non voler vedere, non mettersi in discussione.

Ci sono un sacco di cose che è più facile fare, tanto che, spesso, non riusciamo nemmeno a vedere l’alternativa. Siamo così accecati dalla facilità che l’alternativa, che si potrebbe raggiungere con un pò di sforzo, ci sembra impossibile.

Qualche volta, e a me purtroppo capita raramente, il nostro io più profondo ci manda dei campanellini d’allarme e l’alternativa viene a galla. A quel punto niente è più facile. Niente è più facile perchè, in fondo in fondo, abbiamo scoperto che l’alternativa c’è. Eccome se c’è.

Abbracciare l’ottica della speranza ci permette di vedere l’obiettivo con la giusta prospettiva. Permette di vedere oltre le difficoltà, oltre l’apparente facilità. La speranza permette di vedere la positività dell’esperienza negativa, il risvolto possibile della difficoltà e della paura.

Per questo, per tutto questo, qualche volta è bello sfidarsi. Qualche volta la vita non ti dà altra scelta, mettendoti di fronte a situazioni che mai avresti potuto pensare sarebbero successe proprio a te. Quando questo caso avviene la scelta è semplice: o sei dentro o sei fuori. O lotti o saluti.

Ma qualche volta la sfida deve partire da te.

Darsi degli obiettivi, imporsi piccole rinunce, decidere di vivere con una nuova idea in testa. Appassionarsi a qualcosa di uovo, ritagliare del tempo per prendersi cura di se stessi, ascoltare quella persona che è così pesante e per la prima volta comprendere davvero il dolore dietro le sue parole.

Sperare è fidarsi, per scoprire di potercela fare. Sperare è porsi in ascolto perchè il nostro cuore sia in grado di comprendere. Sperare è vedere oltre la paura, è vedere l’anima delle persone. Sperare è affidarsi alla forza delle relazioni che negli anni sono cresciute e sono maturate e sono cambiate e sono peggiorate e possono migliorare, possono sempre migliorare. Sperare è quando stai vivendo un periodo strano, un periodo in qui senti tutti i vicini lontani e quelli lontani vicini.

Sperare è vivere nell’oggi costruendo laboriosamente il futuro che, più di ogni altro, sogniamo e desideriamo. Sperare è quando mia nonna pensa a risparmiare perchè prevede di vivere altri vent’anni. Sperare è quando lei lo vede tornare per una volta sorridente e pensa che, forse, lo può ancora amare.

Sperare è quando mi metto in gioco perchè un giorno scoprirò che si, ce la posso fare anche io.

Sperare è rieducare il cuore affinchè possa scegliere la verità, la sincerità e, più di ogni altra cosa, l’amore.

G.

Al calar del sole

RESTARE. Perché partire non vuol dire fuggire.

6 marzo 2017
wanderlust

La parola “restare” deriva dal latino, “stare”. Stare fermo.

Stare fermo, restare. Stare fermo in un luogo, in una posizione, in un atteggiamento, in uno stato mentale, in un sentimento. Stare per non trasgredire, per non violare, per non traslocare, per non spostare. Stare per lottare, per capire, per mettersi alla prova, per essere un punto affidabile, per avere un punto di riferimento. Stare per non lasciarsi andare, per non essere alla deriva, per essere coerente, per la concretezza. Stare per non scappare, per cercare di amare, per non lasciarsi colpire, per non lasciarsi scalfire. Stare per rialzarsi, per vedere chi c’è, per capire chi si è, per vedere se ce la si può fare. Stare per vincere, per testardaggine, per fare una scommessa, per non ricominciare, per continuare. Stare per vedere le piccole cose, per osservare i cambiamenti, per trovare una soluzione, per credere in un giorno migliore. Stare per prevedere, per pianificare, per progettare, per costruire.

Stare quando si vorrebbe scappare, correre, essere portati via. Stare quando si vorrebbe scappare dalla sensazione di non farcela, di negatività, di impotenza. Stare quando la soluzione sarebbe partire per trovare una nuova energia, per trovare una soluzione, per trovare quel sorriso, per trovare un po’ di pace. Stare quando si vorrebbe andare per sognare, per aprire più porte, per vedere cose nuove, per aver occhi nuovi. Stare quando si vorrebbe spiccare il volo, staccare la spina, far sparire il dolore, far sparire le chiacchiere, far sparire qualsiasi rumore. Stare quando si vorrebbe il silenzio, la lontananza, la mancanza, il respiro, il sollievo del lontano, del diverso del pensiero. Stare quando si cade costantemente e ci si vorrebbe rialzare altrove. Stare quando la paura brucia tutto, quando il lontano è una certezza. Stare quando il là fa meno male del qua.

RESTARE perché partire non vuol dire fuggire.

RESTARE perché nascondendosi non ci si può vedere.

RESTARE perché ancora ce la si può fare.

G.