Monthly Archives

febbraio 2018

Al calar del sole

Appuntamento al buio con me stessa

14 febbraio 2018

Purtroppo la strada verso la consapevolezza e la conoscenza di se stessi sembra essere lunga e tortuosa. Ultimamente mi è pure venuto il dubbio che più che lunga, sia proprio infinita.

In questa giornata dedicata all’amore, il mondo sembra dirmi che devo amare per prima me stessa, ma nessun post, nessun articolo, nessuna citazione sembra darmi una risposta soddisfacente su come si possa fare. Quindi decido che una risposta la posso trovare io, o almeno la posso cercare. Ci penso e ci ripenso. Per trovare delle soluzioni, delle idee, per capirmi e per conoscermi meglio, di solito faccio qualche viaggio, se non fisico, mentale. Così parto e mi immagino in un piccolo cafè di Wissant, con una tazza di te e il rumore delle onde. Alla ricerca del modo per amare me stessa, mi immagino in un appuntamento al buio.

Ciao Giulia, piacere sono Giulia.

Se oggi potessi andare a un appuntamento al buio in un piccolo cafè di Wissant, ci andrei con me stessa e cercherei di conquistarmi, per convincermi a volermi bene.

Wissant

Sarà un pò di deformazione professionale, ma penso che sia necessaria una buona strategia per arrivare al cuore del mio target. Ci penso e scelgo la tecnica del contrario: punto tutto su quello che non sono.

Tra le cose che non sono, cara Giulia, ce ne sono alcune che non sopporto, altre che voglio lasciare immutate, altre ancora che sono dei work in progress. Però, insomma, se dici di voler amarmi, è bene che tu sappia quello a cui vai incontro.

Piacere, sono Giulia e non sono paziente. Significa che non so dare tempo al tempo, che se voglio chiamare una persona la chiamo e basta, che se voglio una risposta vengo a farti la domanda, che vorrei avere tutto e subito. Questo mi porta a essere talvolta invadente, qualcuno dice assillante. Ma queste sono caratteristiche secondarie perchè sono guidate dalla mancanza di pazienza, non dalla cattivera, dalla possessione, dai tramini, o dallo snobbismo. Queste cose non mi appartengono. Dai, Giulia, fidati, sai che ti direi la verità. Si, lo so, il risultato è lo stesso.

Non sono lineare. Che significa che sono difficilmente prevedibile (si anche per me stessa!), che non mi piacciono sempre le stesse cose, che un cibo che amavo fino a ieri, può essere che domani proprio non mi vada giù. Significa che non sono abitudinaria, che non mi piace avere una routine, che non mi piace avere sempre gli stessi ritmi e gli stessi orari. Questo non significa che io non sia costante, significa che mi annoio facilmente e che voglio fare quello che mi viene in mente nel momento in cui mi viene in mente. Siccome questo non è sempre (quasi mai) possibile, sono soggetta a numerosi sbalzi d’umore. Non importa se la cosa che vorrei fare è impossibile, se in questo momento mi viene in mente che vorrei andare a fare un giro sulla luna, quando realizzo che non lo posso fare, ci rimango male, ma proprio malissimo.

Non mi accontento facilmente (mai). Anche nel momento più perfetto, riesco a notare alcuni piccoli dettagli che avrebbero potuto essere migliorati. Non significa che non riesca a gioire del momento o che non riesca a sorprendermi, anzi! Significa che sto attenta a tutto ciò che mi interessa e no, non so se indossavi una maglietta o una camicia, ma probabilmente so quante volte hai alzato il tuo sopracciglio o hai guardato in alto a sinistra per non guardare me.

Non sono tante cose, potrei andare avanti ancora un pò. Ma nell’ appuntamento al buio con me stessa, in quel piccolo cafè di Wissant, con le onde che mi cullano, immagino che la voce mi stia iniziando a tremare un pochino.

Allora, Giulia? Non sei ancora scappata da questo rendez vous? Perchè sei ancora qui, perchè non te ne vai verso nuove mete, nuove persone, nuove qualità? Perchè?

Mmm fammi pensare. Certo, c’è del lavoro da fare. Ma penso di volerti bene anche così.

 

Così invadente, assillante, impaziente e impulsiva?

Si, anche così.

Forse nemmeno nel piccolo cafè a Wissant, con le onde del mare che mi tranquilizzano, sono riuscita a trovare una risposta a come poter amare di più se stessi. Ma per oggi, per questo 14 febbraio, ammettendo e realizzando tutto ciò che non sono, mi basta non scappare. E volermi bene, un pochino, anche così.

G.

Photo by hannah grace on Unsplash

Al calar del sole

Desidererei desiderare: tutto ciò che ho.

6 febbraio 2018

E’ ormai un pò di tempo che rifletto sulla differenza tra desiderare e desiderare di desiderare. Cioè sulla la differenza tra quello che desideriamo, a seconda della nostra personalità, delle nostre esperienze, delle persone che ci circondano e quello che vorremmo desiderare confrontandoci con i desideri degli altri che, qualche volta, vorremmo potessero diventare anche i nostri.

Attenzione: non lo desideriamo, desideriamo di desiderarlo.

Ciò che desideriamo crea in noi una forza, un’energia che ci spinge verso specifici obiettivi e determinate sfide. Ciò che desideriamo di desiderare, al contrario, è ciò che vorremmo affinchè le nostre spinte fossero diverse, dandoci la possibilità di mirare a nuove mete, nuovi risultati, nuovi stili di vita.

Desiderare: volere fortemente qualcosa che può appagare le proprie esigenze o i propri gusti.

Al primo posto, indiscusso, desidererei desiderare un orto. Seguono una casa con il giardino, un paio di pargoli, il sesso del mercoledì, una cena in un bel ristorante. Desidererei desiderare un lavoro stabile, in una sola città, a tempo indeterminato, tranquillo, rispettabile, soddisfacente. Desidererei desiderare un’avventura poligama che mi faccia star bene, che non mi faccia pensare. Desidererei desiderare i coriandoli, l’ape, un massaggio, le unghie ben fatte, i buchi alle orecchie e le scarpe con il tacco.

Se fossi stata Max avrei scritto “avrei voluto voler essere” anzichè “avrei voluto essere”. Insomma, un inizio di canzone, quantomeno, problematico.

Desiderare: volere fortemente qualcosa che può appagare le proprie esigenze o i propri gusti.

La verità è che, purtroppo o per fortuna, desideriamo ciò che ci aiuta ad appagare le nostre esigenze e desiderare di desiderare altro significa volere fortemente qualcosa che non rientra nell’indirizzo che abbiamo deciso di dare alla nostra vita. Giorno dopo giorno, step by step, il desiderio è motore di cambiamento, di sviluppo, di futuro. Di cammino, che è personale, inevitabilmente e inesorabilmente.

Desiderare di desiderare qualcosa che non desidero, significa che non desidero desiderare di essere qualcuno che non sono. Perchè, in fondo, sono consapevole che tutto ciò che desidero davvero rappresenta “tutto ciò che ho”.

E, alla fine, come diceva Max, non è affatto male.

poi ho capito che ogni mattina
io c’ero sempre,
ero sempre con me.
Se sono giusto oppure no,
se sono a posto o pessimo,
se sono il primo o l’ultimo,
ma sono tutto ciò che ho.
Se sono bravo oppure no,
se sono furbo o stupido,
se sono scuro o limpido,
ma sono tutto ciò che
tutto ciò che ho.

 

Un orto, mannaggia, un orto!

G.