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maggio 2018

Al calar del sole

La trama dell’arazzo migliore

28 maggio 2018

“La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono.”

I. Allende, Il quaderno di Maya

Ci sono dei momenti in cui la vita sembra così confusa, così ingiusta, così misteriosa che i colori, per quanto brillanti, risultano così disordinati e senza senso che danno quasi fastidio. Basta un punto nero, uno solo, ed ecco che l’arazzo visto da dietro è un tale disastro che, non solo non ci piace più, ma tendiamo anche a dimenticarci che sia solo il retro.

Certo, se si potesse dare una sbirciatina davanti, magari si vedrebbe un pezzetto di opera d’arte e questo ci basterebbe, ci farebbe fare un sospiro, ci aiuterebbe a ricominciare a respirare.

“Come in un arazzo fatto a mano noi vediamo finora solamente la parte posteriore con il suo groviglio di fili che all’apparenza sono inestricabili, ma se osserviamo bene la parte davanti, conosceremo anche il disegno sinora nascosto.”

 

Ma davanti, l’arazzo della vita, proprio non si può vedere. E allora non resta che fidarci e confidare che il disegno davanti sia il migliore che avremmo potuto tessere con i fili a nostra disposizione.

Il problema è che lo sconforto, la paura, la delusione sono lì, proprio lì pronti per togliere la luce, per portare l’oscurità, non solo nel disegno finale, ma anche nei puntini dietro. Tutto sembra sbagliato, fuori rotta, perso nella solitudine dell’incomprensione.

Vorrei avere il controllo del tempo e, se proprio non potessi portarlo indietro, vorrei poter mandare avanti veloce questi mesi terribili che verranno. Vorrei poterti donare dei flash di come sarà ancora bella la vita, non la stessa, con una mancanza incolmabile costante, ma sorprendente e unica. Vorrei poterti donare la luce, vorrei poter essere specchio per rassicurarti, per farti vedere che, forse, un senso in tutto l’arazzo c’è davvero.

Ma io non sono luce, non sono specchio, non sono tempo. Però sono qui, ora e, nell’oscurità, con te, non ho paura di tuffarmi.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.

S. Jobs

G.

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Photo by Jake Blucker on Unsplash

 

 

Al calar del sole

Il bugiardino delle storie d’amore

15 maggio 2018

 

Composizione: amore, passione, affetto, amicizia, intesa, comprensione, fiducia, fedeltà, romanticismo, condivisione, stimolazione, attrazione (attenzione: le dosi dei vari ingredienti sono soggette a mutamenti).

Categoria farmacoterapeutica: consigliate a qualsiasi età, senza distinzioni di sesso, razza, religione.

Titolare dell’autorizzazione all’immisisone al commercio: cupido, Dio, destino, casualità (attenzione, diversi titolari a seconda del credo e delle convinzioni personali.).

Indicazioni terapeutiche: prendere senza misura, prima/dopo e, se necessario, anche durante i pasti. Non sono consigliate dosi specifiche  o controlli di uso eccessivo, il medicinale va preso senza riserve, senza paure, affidandosi completamente al suo potere di guarigione e di miglioramento della vita. Non servono dosi diverse a seconda del sesso, dell’età, della religione, delle inclinazioni: tutti possono tuffarcisi con la rincorsa.

Indicazioni mediche: battito cardiaco elevato, reazioni eccessive e spropositate, felicità, soddisfazione. Le storie d’amore portano a un costante miglioramento della personalità, dell’autostima, dell’avventura della vita. Attenzione: creano dipendenza.

Controindicazioni: le storie d’amore possono finire. Qualche volta perchè finisce l’ingrediente principale, qualche volta perchè si trovano dei farmaci sostitutivi, qualche volta senza spiegazione, qualche volta perchè gli ingredienti sembrano non essere più sufficienti, qualche volta perchè ci si rende conto che il dosaggio non era quello giusto per noi. In questi casi, indipendentemente da quale sia la motivazione, la fine delle storie d’amore porta con sè controindicazioni terribili: perdita di sonno, solitudine, mancanza di condivisione, perdità di priorità, di lucidità, tristezza, pianto, incomprensioni, isolamento, pessimismo, depressione, sconforto e chi più ne ha, più ne metta.

Cosa fare in caso di controindicazioni: In caso di controindicazioni delle storie d’amore dovrete avere una buon set di coraggio, di tenacia e di ottimismo. Non dovrete saltare nemmeno una dose di amicizia, di risate, di uscite spensierate. Sarà fondamentale fare appello a supposte di incoraggiamento (calcinelculosenonvoletealzarvidalletto pareva brutto), pastiglie di fiducia nel futuro, bustine di leggerezza, sciroppi di autostima e gocce di accettazione.

Qualcuno potrebbe pure obiettare che le controindicazioni siano più numerose delle indicazioni mediche dei benefici. Eppure se vi siete innamorati, anche solo una volta, ricorderete che quelle farfalle nello stomaco, quegli abbracci infiniti, quei baci che tolgono il fiato e quell’intesa dello sguardo e del corpo, valgono tutte le controindicazioni di questo mondo.

Quel legame che è stato così speciale sarà infinito, indistruttibile e irripetibile. Ma piano piano si sposterà in un universo parallelo, un universo verso il quale si guarderà con lucidità, consapevolezza e comprensione. Allora quel dosaggio  ci sembrerà chiaramente (finalmente!) non sbagliato in quanto tale ma, semplicemente, non adatto a noi. E, contemporaneamente, altri dosaggi e altri mix si verranno a creare a allora ci si ritufferà. Forse con un pò meno rincorsa, ma comunque fino in fondo.

G.

Photo by Matt Briney on Unsplash

Al calar del sole

50 sfumature di grigio che non ho

12 maggio 2018

No, purtroppo o per fortuna, non è una recensione del famoso libro erotico o delle posizioni sessuali proposte da Mr Grey. Insomma, per gli appassionati di dominazioni, sottomissioni e cravatte penso ci siano siti ben più preparati di me. E poi se penso a una stanza dei giochi ci vedo dentro Monopoly, Risiko e Cluedo.

Allora perchè l’hai intitolato 50 sfumature di grigio? Perchè voglio parlare delle 50 sfumature di grigio che, nella mia personalità, sembrano non esistere. SI, sono una persona bianca o nera e no, non è perchè in casa mia non è ammesso essere altro che juventini. E’ perchè metto da un lato ciò che è bianco e dall’altro ciò che è nero.

Le sfumature? Poche.

Esiste quello che è giusto e quello che è sbagliato. E poi considero anche quello che so che potrebbe essere giusto, quello che potrebbe essere sbagliato, quello che dipende dalle occasioni, quello che dipende dalla cultura, quello che dipende dall’educazione ricevuta, quello che dipende da chi hai davanti.

Visto? Qualche sfumatua esiste ma no, non arriviamo alle 50. Forse perchè la mia mente è ancora troppo chiusa, è ancora troppo salda a valori e ideali per riuscire a uscire dagli schemi mentali, arrivando ad aggiungere sfumature su sfumature, fin quando anche ciò che sono sicura che sia giusto e quello che sono sicura sia sbagliato si fondono e si confondono.

Ma è così sbagliato muoversi fluttuante nel mondo con i piedi ancorati a persone, situazioni, lavori, amicizie, ideali?

Se poi penso che la trilogia, di sfumature, ne ha 150 suddivise per 3 soli colori, mi domando: come la mettiamo con le persone? Come la mettiamo nella relazione e nell’incontro con l’altro e nell’altro? Se le sfumature sono così variabili e così diverse tra me e un appassionato di orto che può essere cresciuto a qualche via da casa mia, come la mettiamo per qualcuno che è cresciuto in un Paese lontano con una cultura così distante, magari di una generazione avanti alla mia? Come la mettiamo?

Come posso pretendere di comprendere i colori e le sfumature di qualcun altro se già le mie, in quanto sfumature hanno confini labili e in continuo movimento e mutamento e, dunque, non mi sono chiare?

Allora faccio un passo indetro. Partiamo dal presupposto che sono consapevole che i colori stessi, non solo le sfumature, sono in costante modifica, crescita, sviluppo, miglioramento e quindi non dati una volta per tutte ma in continuo diventire, mi chiedo: Come è possibile orientarsi nel cambiamento tenendo fisso e costante il bianco dal nero, senza che questi diventino fonte di giudizio, di prevaricazione, di esclusione e di incomprensione?

Ecco, lo sapevo, era meglio se parlavo di Mr Grey e di come conquista Anastasia a suon di orgasmi. Ma cosa ci volete fare, questo è un blog di viaggi (ultimamente più mentali) e quindi oggi è andata così. Niente cravatte, niente stanza dei giochi (in scatola!).

Prendetelo come un’immersione nelle sfumature dei miei pensieri e leggetelo immaginandomi con un bicchiere con 50 sfumature di rum, di fronte a uno spettaccolo della natura con 50 sfumature di meraviglia che mi aiutano a perdermi nelle 50 sfumature di grigio che non ho.

E poi, chissà, magari un giorno riuscirò pure a perdonarmi.

“Tra il bianco e il nero esistono mille sfumature di #hosbagliatocandeggio”.

M. Mangione

G.