Al calar del sole

50 sfumature di grigio che non ho

12 maggio 2018

No, purtroppo o per fortuna, non è una recensione del famoso libro erotico o delle posizioni sessuali proposte da Mr Grey. Insomma, per gli appassionati di dominazioni, sottomissioni e cravatte penso ci siano siti ben più preparati di me. E poi se penso a una stanza dei giochi ci vedo dentro Monopoly, Risiko e Cluedo.

Allora perchè l’hai intitolato 50 sfumature di grigio? Perchè voglio parlare delle 50 sfumature di grigio che, nella mia personalità, sembrano non esistere. SI, sono una persona bianca o nera e no, non è perchè in casa mia non è ammesso essere altro che juventini. E’ perchè metto da un lato ciò che è bianco e dall’altro ciò che è nero.

Le sfumature? Poche.

Esiste quello che è giusto e quello che è sbagliato. E poi considero anche quello che so che potrebbe essere giusto, quello che potrebbe essere sbagliato, quello che dipende dalle occasioni, quello che dipende dalla cultura, quello che dipende dall’educazione ricevuta, quello che dipende da chi hai davanti.

Visto? Qualche sfumatua esiste ma no, non arriviamo alle 50. Forse perchè la mia mente è ancora troppo chiusa, è ancora troppo salda a valori e ideali per riuscire a uscire dagli schemi mentali, arrivando ad aggiungere sfumature su sfumature, fin quando anche ciò che sono sicura che sia giusto e quello che sono sicura sia sbagliato si fondono e si confondono.

Ma è così sbagliato muoversi fluttuante nel mondo con i piedi ancorati a persone, situazioni, lavori, amicizie, ideali?

Se poi penso che la trilogia, di sfumature, ne ha 150 suddivise per 3 soli colori, mi domando: come la mettiamo con le persone? Come la mettiamo nella relazione e nell’incontro con l’altro e nell’altro? Se le sfumature sono così variabili e così diverse tra me e un appassionato di orto che può essere cresciuto a qualche via da casa mia, come la mettiamo per qualcuno che è cresciuto in un Paese lontano con una cultura così distante, magari di una generazione avanti alla mia? Come la mettiamo?

Come posso pretendere di comprendere i colori e le sfumature di qualcun altro se già le mie, in quanto sfumature hanno confini labili e in continuo movimento e mutamento e, dunque, non mi sono chiare?

Allora faccio un passo indetro. Partiamo dal presupposto che sono consapevole che i colori stessi, non solo le sfumature, sono in costante modifica, crescita, sviluppo, miglioramento e quindi non dati una volta per tutte ma in continuo diventire, mi chiedo: Come è possibile orientarsi nel cambiamento tenendo fisso e costante il bianco dal nero, senza che questi diventino fonte di giudizio, di prevaricazione, di esclusione e di incomprensione?

Ecco, lo sapevo, era meglio se parlavo di Mr Grey e di come conquista Anastasia a suon di orgasmi. Ma cosa ci volete fare, questo è un blog di viaggi (ultimamente più mentali) e quindi oggi è andata così. Niente cravatte, niente stanza dei giochi (in scatola!).

Prendetelo come un’immersione nelle sfumature dei miei pensieri e leggetelo immaginandomi con un bicchiere con 50 sfumature di rum, di fronte a uno spettaccolo della natura con 50 sfumature di meraviglia che mi aiutano a perdermi nelle 50 sfumature di grigio che non ho.

E poi, chissà, magari un giorno riuscirò pure a perdonarmi.

“Tra il bianco e il nero esistono mille sfumature di #hosbagliatocandeggio”.

M. Mangione

G.

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