Al calar del sole

#aggiornaocchiamandorla : Mesiversario con la Cina

23 settembre 2015

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Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E io mi tiro indietro poi mi ripropongo, poi mi ritiro e poi proseguo a testa bassa. E poi si e poi no e poi si e poi no. Niente foto della settimana, niente voto, niente posti nuovi misteriosi. Solo qualche foto del vecchio Summer Palace e un pò di me stessa. Ok, molta me stessa.

Un mese e’ passato dal mio arrivo in questa Cina che ha saputo mettermi in crisi già dal primo giorno, in questa Cina che mi sta facendo sudare 7 camicie, in questa Cina che mi sta facendo visitare posti meravigliosi, in questa Cina che mi sta facendo conoscere persone più’ giovani di me, ma con mille esperienze in più, in questa Cina che mi ricorda la meraviglia di essere europei insieme, in questa Cina che mi fa realizzare quanto tutto ciò che mi aspetta a casa sia terribilmente importante, in questa Cina che mi fa apprezzare quanta strada io abbia ancora da fare, in questa Cina che mi fa mettere in dubbio ogni mia certezza, che mi fa mettere in discussione ogni mia decisione.

In questa Cina che sarà un’esperienza che mi cambierà nel profondo, come niente prima d’ora. In questa Cina che sta scavando dentro di me, riuscendo a raggiungere posti che, nonostante tutto il mio lavoro di introspezione non ero riuscita a raggiungere, non ero riuscita ad assaporare, non ero riuscita nemmeno a capire che esistessero. Solo scavando dentro di sè si riucirà a far spazio alla felicità e alla consapevolezza della vita. Più si scava più si ha poi lo spazio. Quello che si fatica a comprendere, o per lo meno quello che non avevo capito io, è che gli unici modi per scavare, sono dolorosi: vivere la difficoltà, provare la tristezza, provare la solitudine, provare la sensazione di essere in bilico, di non farcela, di non essere abbastanza, uscire dalla propria comfort zone.

In questo senso, questa Cina e’ per me non solo una pala, ma una vera e propria ruspa.
Vivo combattendo le difficoltà, con gioia e con lacrime, con coraggio e con negatività, con passione e con sconforto. Qualche volta mi sento grande, qualche volta abbastanza e qualche altra un minuscolo esserino che vorrebbe solo trovare un posticino anche a Pechino.

Un’equilibrio costante tra il “chi me l’ha fatto fare” e il “mio Dio sono dall’altra parte del mondo, che meraviglia”, un equilibrio che temo si possa spezzare da un momento all’altro, un equilibrio nel quale adesso sguazzo ma che so che durerà ancora per poco arrivando inesorabilmente ad un altro cambiamento, ad una nuova posizione. La speranza più profonda è che questa avventura possa portare ricchezza. A quel punto non conterà più la fatica e la desolazione perchè ci sarà solo consapevolezza e crescita. La paura più profonda è che questa esperienza mi blocchi, tarpandomi le ali, facendomi rinchiudere in casa per paura di ricascare nel nuovo e dell’inesplorato.

Mancano esattamente 90 giorni al mio ritorno e oggi mi sembrano pochissimi, ne vorrei aggiungere qualcuno, ieri mi sembravano interminabili pensavo di anticipare il viaggio di ritorno. Non so dirvi come andrà, come sarà il prossimo aggiornaocchiamandorla, come la nuova parte di me si svilupperà, si accrescerà o come forse si lascerà andare, non lottando più.

Quello che posso dirvi e’ che ho la pellaccia, sono testarda come pochi e ho una base di sostenitori che riuscirebbero a mantenere lo spirito alto anche al peggiore dei pessimisti. Posso dirvi che sono un “work in progress”.
E posso dirvi che sono una romantica sognatrice: credo nel lieto fine così tanto che non riesco nemmeno ad immaginare un’ipotesi diversa, che riesco soltanto ad immaginare una vecchietta su una sedia a dondolo con un libro, una macchina fotografica, che adora scrivere anche della sua avventura in Cina. Anche di quella volta che il bagno non si voleva aggiustare, il raffreddore non voleva passare e la lavatrice aveva rovinato e bucato tutti i vestiti.

Non ho raccontato avventure, non ho descritto posti nuovi, non ho parlato dei miei viaggi. Ho cercato di aprire il mio cuore, la mia mente e il mio spirito. Spero che anche il viaggio dentro di me sia apprezzato perchè, sinceramente, penso che essere not far enough voglia dire anche questo. 

” In un senso sei nella prima fase di un nuovo ciclo di crescita. In un altro sei già forte e maturo. Per te questa e’ una combinazione vincente: un robusto equilibrio tra innocenza e saggezza, tra nuove aspirazioni ed esperienza”.

(Dall’oroscopo dell’Internazionale).

” Per il pensiero dominante la tristezza non consuma e non comunica, si nutre di astinenze e di silenzi, è antieconomica e dannosa. Occorreva un cartone animato per ricordarci che un uomo incapace di accogliere la tristezza è un automa. Non solo perché la gioia senza tristezza perde significato, come la luce senza il buio. È che la tristezza sa aprire squarci che permettono di guardarsi dentro da una prospettiva nuova. Rende consapevoli. Dunque umani. ”
(M. Gramellini su La Stampa a proposito di “Inside Out”)

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G.

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4 Comments

  • Reply Linda 23 settembre 2015 at 18:53

    Come ti capisco Giulia.. Dai resisti… 90 giorni voleranno… io ho ancora 51 settimane davanti per imparare a mettermi in gioco!

  • Reply Pari Alberto 11 ottobre 2015 at 17:29

    carissima Giulia,
    ti seguo da quando hai iniziato a scrivere e tra le mie varie peripezie studentesche e lavorative, tra attentati e terrorismo che imperversa, cerco di continuare a seguirti. Sei una scrittrice eccezionale e una viaggiarista unica!!! Continua così che da qui io assicuro qualche preghiera e benedizione speciale per te e il tuo viaggio! Non è che tornando vuoi fermarti qualche giorno in Israele? Posso provvedere all’alloggio:) Pensaci!!!
    fr Alberto J.

    • Reply Giulia 13 ottobre 2015 at 4:26

      Alberto sei troppo gentile!!! Non vorresti scrivere un articolo anche tu? Saresti un #notfarenough assolutamente d’eccezione!
      Israele è uno dei primi posti nella mia lista, quindi preparati a una mia visita… speriamo il prima possibile!
      Un abbraccio

  • Reply Miriam 15 ottobre 2015 at 9:53

    Ciao carissima Giulia, sono reduce da un incontro di laboratorio clariano con una trentina di sorelle, alla ricerca di come incarnare nell’oggi una forma di vita che ha ottocento e più anni.
    Mi mancavano i tuoi aggiornamenti…illuminanti anche per chi come noi viaggia rimanendo prevalentemente nello stesso posto.
    un abbraccio forte

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