Al calar del sole

#Aggiornaocchiamandorla. Seconda settimana: adattamento, viaggio e scoperta.

9 settembre 2015

Anche questa settimana è finita e, di ritorno da Shanghai, cerco di fare il punto della situazione. Cerco di realizzare che, anche se sono già passate due settimane dal mio arrivo in questa Cina destabilizzante, ne mancano 15 a Natale. Tante? Poche? Non troppo rilevante la sensazione, fondamentale la consapevolezza: non ho ancora realizzato che questa esperienza non sta per finire, ma è appena iniziata. E non sarà solo adattamento, viaggio e scoperta, ma sarà anche studio, conoscenza, conquista e obiettivi da raggiungere. Ma anche per queste settimana le parole chiave sono state proprio queste: adattamento, viaggio e scoperta (il tentativo di adeguare la Giulia che sono alla Giulia che è necessario io sia per i prossimi 4 mesi, senza perdere niente, aggiungendo qualcosa, smussando qualche angolo e affilandone qualche altro).

Anche stavolta avete la mia benedizione: potete guardare solo le foto. Dopotutto un lettore non dovrebbe mai e poi mai essere obbligato a leggere.

Lunedi 31.08 : giornata di merda (letteralmente parlando)

La giornata inizia male: mentre sto per uscire di casa, infilo il mio vestitino giallo nella zip della borsa e lo sbrago totalmente. Non so nemmeno come sia possibile. Mi cambio e corro all’orientation day ( vietato mancare, verranno comunicate delle informazioni importantissime). Questo meeting fondamentale non dura nemmeno mezz’ora e non dicono nulla di nuovo, se non nuove scuse per non darci la password del wi-fi.

Nel fine settimana a Pechino c’è anche la parata per il 70esimo anniversario della fine dell’occupazione giapponese e della Seconda guerra mondiale e gli occidentali non possono assistere (se non invitati). Decidiamo allora di andare alla ricerca di un’agenzia viaggi che ci aiuti a districarci tra i siti cinesi per prenotare un treno per andare da qualche parte. Peccato che l’agenzia viaggi che ci avevano consigliato sia in realtà un’agenzia fantasma. Molto bene.

Arriviamo dunque alla parte più “merdosa”. Arrivo a casa e trovo la mia coinquilina alle prese con il water che non fa altro che far fuoriuscire la cacca. Ma noi siamo stitiche da due giorni: la cacca non è nostra. Scopriamo dunque che è un problema comune con altre stanze. Avere cacca di sconosciuti per il bagno: fatto.

Martedì 1.09 : sensazioni positive e messaggi di incoraggiamento

Io e la mia coinquilina ci svegliamo con un obiettivo: prenotare per andare a Xi’an per vedere l’esercito di terracotta. La giornata passa tra burocrazia scolastica, tazze di tè e organizzazione per il viaggio. Mi sembra impossibile ma ci credo, grazie anche a due persone (P. e C.) che mi mandano dei messaggi bellissimi nei quali mi dicono che ce la farò e che mi sono vicine. Finisco per crederci

Mercoledì 2.9 : Dumplings, palla a spicchi e nuova carica.

Giornata fenomenale. O meglio, è finita talmente bene che tendo a dimenticare il resto. Dimentico che a Xi’an non andiamo, dimentico che in questa giornata mi sembra di non avere combinato nulla, dimentico che sono lontana da casa e dimentico perfino che voglio tornare. Perchè, nell’andare a prendere i miei vestiti appesi ad asciugare, ho incontrato 2 ragazze con in mano una palla a spicchi e chiedo se posso unirmi. Di solito non ho questo slancio, mi vergogno. Ma mi butto e loro sorridono dicendo un “of course” che diventano le mie due parole preferite. Sembra una barzelletta: 2 tedesche, 1 italiana, 2 cinesi e 1 indonesiano. 3vs3 e mi rianimo, rido, corro, tiro, perdo (strano!) e sono felice.

Ah oggi in hotel hanno organizzato un corso di cucina per fare i dumplings e mi hanno detto che i miei assomigliavano ai tortellini.

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Giovedì 3.09: Taxi, Stazione spaziale, Ostello: Shanghai parte 1

Partenza da casa ore 5.45, un tassista ci vuole rubare i soldi (e il tempo!) e ci fa fare un giro dell’oca per arrivare in stazione, una stazione che più che una stazione è un aereoporto.

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5 ore che passano tranquillamente ai 300 km/h costanti e arriviamo a Shanghai belli carichi. L’ostello è spettaccolare e, rincuorati da una doccia e un water come si deve, ci fiondiamo subito al Bund. Il Bund è la parte più famosa di Shanghai, piena di genta, di negozi, di banche e di smog. Ed è la zona dalla quale si vede meglio lo skyline più famoso della Cina: l’immensa area di Pudong.

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Anche alla sera torniamo qui e approfittiamo della Lady night per salire al Bar Rouge, un bar per ricconi nel quale noi non ordiniamo niente, ma ci fermiamo solo ad ammirare il panorama mozzafiato.

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Nonostante le obiezioni di alcuni membri del gruppo, decidiamo comunque di finire la serata in quello che è considerato essere uno dei club più belli e chic al mondo (addirittura!): la regola secondo la quale gli occidentali non pagano vale anche qui. Ma c’è un dress code: due ragazzi non riescono ad entrare. Bruciata tra il senso di colpa e la curiosità, salgo solo a fare un giro per poi scendere con gli altri due ragazzi. Sono assolutamente incapace di descrivere il club: dico solo che c’era un acquario con dentro degli squali. Tot a post.

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La serata per me, J e A finisce in un quartiere di dubbia sicurezza, in un posto desolato da qualche parte a Shanghai. Si, un tassista ci ha portati in un posto a caso. Perdersi a Shanghai: fatto. Per fortuna un altro tassista, dopo una mezz’oretta di panico, ci ha riportati a casa. Tutto bene quel che finisce bene.

Venerdì 4.09: Templi, Parchi e Pudong.

Venerdì partiamo con il Tempio del Buddha di Giada, uno dei pochi templi ancora attivi a Shanghai.

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Ci avviamo poi verso il parco Jing’an, uno spazio verde in mezzo ai grattacieli.                     IMG_8189IMG_8195

Per arrivare all’ora di pranzo, decidiamo di fare a piedi le vie ricchissime e sfarzosissime delle ambasciate con tutte le migliori marche di tutto il mondo. Non sembra la Cina che ho visto fino ad ora, ma sto imparando che esistono così tante sfaccettature di questo Paese che, se vederle tutte è difficile, sintetizzarle è impossibile. Arriviamo finalmente nella famosa città vecchia, davvero bella e affascinante, con così tanta gente che si faceva fatica a camminare. (Shanghai è la città più popolosa al mondo ed è grande circa 5 volte New York).

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Sabato 5.09: Zone desolate e topi

Giornata tranquilla svoltasi sul bus city sightseeing che ci ha permesso di vedere zone di Shanghai meno note e pubblicizzate. Un po’ come la zona dell’Expo 2010 (Expo più costoso e più visitato nella storia degli Expo) che oggi è una vera tristezza. Penso alla mia amata Italia, alla serata meravigliosa all’Expo con la mia famiglia, e spero davvero sapremo fare di meglio.

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Alla sera ci aspetta una super discoteca fatta di robot, lucine psichedeliche e open bar per gli occidentali. Ma per me la serata va un po’ diversamente: a cena mangio qualcosa di dubbio e devo tornare a casa quasi subito sperando di non farmela nei pantaloni. Saranno state le condizioni igeniche del ristorante nel quale verso fine cena abbiamo visto girare qualche topo sulle nostre teste?

Domenica 6: Giardino Zen, concessione francese e ritorno.

Stamattina sveglia presto e gruppo diviso in 3: chi ha optato per dello shopping, chi per l’art district e chi, come me, si è recato al Yuyan, un giardino meraviglioso, testimonianza dell’arte dei giardini dell’epoca Ming.

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Abbiamo tempo anche per fare un giro nella ricchissima concessione francese, nella via di Xintiandi, che mi ricorda un po’ Hogsmeade.

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Ora sono sul treno, scrivo queste righe e, mentre mi domando quando avrò un po’ di internet per pubblicarlo, cerco di capire se Shanghai mi sia piaciuta o no. Se nelle foto notate della nebbia è smog: non si respira. Eppure è vero che si respira vita, creatività, mix culturale. Di storia ce n’è poca, ma mentre si osserva il World Financial Center si ha la sensazione che nei prossimi anni la storia la si scriverà proprio qui. Shanghai offre una vita notturna, uno standard di vita e degli svaghi che non mi interessanto, non mi appartengono e non mi affascinano. Mi è stato detto che se ci vivi ti innamori. Sarà.

Lo so, sono stata particolarmente lunga, ma non capita mica tutti i giorni di andare a Shanghai!

Voto della settimana: 7-

Ho visto una nuova città, girato per nuove strade, provato una vita così diversa da quella di Pontevico. La mancanza di scintillii negli occhi e ancora un po’ di malinconia per casa non mi permette di alzare troppo il voto. Ma il miglioramento è innegabile e per questo, oltre a ringraziare il cielo, ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini anche solo con un “ti penso”. Siete tutto.

Foto della settimana

Allìinizio prensavo avessero i pantaloni rotti, ma poi ho scoperto che sono proprio fatti così. Pantaloni per bambini che lascinao il culetto scoperto per poter fare i bisogni in ogni momento.

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Chiedo scusa per tutti gli errori contenuti in questo articolo, ma sono stanca morta, sto scrivendo con il cellulare e non riesco a rileggere. Spero nella vostra clemenza.

G.

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3 Comments

  • Reply Danielita e beppino 9 settembre 2015 at 18:28

    Grazie Giulia ti vogliamo bene

  • Reply Zia Patry 9 settembre 2015 at 23:35

    Grande giula ….bello questo modo di vivere la cina nei tuoi racconti e se il voto é migliorato già alla seconda settimana pensa fra quindici ci sono buone speranze neeee…..un abbraccio e non dubitare mai di GIULIA :-P:-P:-P:-P

  • Reply Caterina 22 settembre 2015 at 12:03

    Ciao Giulia, non ti conosco ma ho sentito tanto parlare di te! La Cina è una prova durissima, ma può dare veramente tanto! Leggendo quello che scrivi si capisce che sei un osso duro senza intenzione di lasciarsi vincere dalle difficoltà e ti stimo molto per essere riuscita a superare questi momenti senza balzare nuovamente sul primo aereo. CORAGGIO!!! Un grande in bocca al lupo per le settimane che verranno e un consiglio: cerca di andare a vedere la cerimonia del tè se riesci, ne vale la pena!

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