Al calar del sole

C’era una volta…

20 ottobre 2015

C’era una volta, in un villaggio lontano lontano, una bruchipessa… no aspetta un attimo. Una principessa io? Mmm non mi quadra. Ah ecco trovato! Ricominciamo.

C’era una volta, in un villaggio di bruchi lontano lontano una bruca che faceva la cantastorie e che tutti chiamavano la Brucastorie. Essa sognava di girare tutto il mondo per potere un giorno raccontare le più belle storie mai raccontate. E, chissà, sperava di poter trovare, nel suo girare anche una storia nella quale la protagonista fosse proprio lei, una storia fatta di amore, viaggi, consapevolezza e realizzazione. Questo era il suo sogno.

Un giorno, un brucaestro (il Maestro dei bruchi) cattivo, ma molto importante nella sua scuola le disse : “brucastorie, devi andare nel Paese lontano lontano del Dragone e dovrai tornare con uno scintillante tesoro, il più importante e prezioso di tutti i tesori. La brucastorie non capì di che tipo di ricchezza il brucaestro cattivo stesse parlando, lei sognava il Paese della Grande Mela, non quello del Dragone! D’altronde lo sanno tutti che le Mele sono le case preferite dei bruchi, mentre i Dragoni sono solo bruchi che sono andati in palestra un po’ troppo.

Ma la brucastorie sapeva che ad un viaggio non si dice mai di no, perchè non sempre siamo noi a scegliere la nostra destinazione, qualche volta è la destinazione a richiedere proprio noi.

Nessuno era contento per la cantastorie: non il suo brupapà o la sua brumamma, non la sua combruccola. Solo il bruco azzurro, che aveva questo soprannome per le sue antennine del colore del cielo del nord, le disse : “vai vai!” Ripensandoci, forse dovrei farmi qualche domanda sul perchè il mio principe mi incoraggia ad andare sempre più lontano!

Così, esattamente 2 mesi or sono, la brucastorie partì per questo lungo viaggio accompagnata da 3 prodi brucavalieri. Non sapeva ancora che nel suo cammino avrebbe incontrato una prode compagna di avventure, altri brucavalieri e numerosi sconosciuti ai quali non riusciva a dare un nome ma che sarebbero diventati in qualche modo la sua famiglia.

Dopo un lunghissimo viaggio a bordo di una libellula molto grossa, la brucastorie arrivò nel Paese del Dragone che, in quel momento era “tutto muscoli e niente cervello”, non la seppe accogliere nel migliore dei modi o forse fu lei a non essere abbastanza brava ad adeguarsi. La sventura più grande fu quando le dissero le bruche-segretarie della scuola: “Mi spiace piccola bruca, per lei non ci sono più frutti adibiti ad abitazione disponibili”.

Ma come? Forse avevano ragione tutti quelli che le avevano detto che non sarebbe dovuta partire? La brucastorie doveva forse salire su un’altra libellula e tornare a casa?

Per fortuna, la coraggiosa compagna della brucastorie, che un po’ cantastorie era anche lei, sapeva parlare la strana lingua del dragone e disse: “se non darete un frutto a me e alla sventurata brucastorie noi chiameremo Bruco Merlino il mago più antico e potente di tutti (come altro si può definire l’Alma Mater Studiorum di Bologna?) e vi faremo bandire dagli accordi tra i bruchimperatori!”. La brucastorie era stupita: chi era costei che senza paura si batteva per darle un frutto nel quale poter riposare le troppo stanche membra? La brucastorie non sapeva ancora che sarebbe diventata la sua compagna di frutta e di avventure.

Tempo, pazienza e amicizie aiutarono e il primo mese passò. Tanto sembrò interminabile, tanto adesso tutte queste difficoltà sembrano alla brucastorie così lontane. Le aveva davvero superate tutte? Il primo mese fu lungo, solitario e faticoso, ma soprattutto fu il preludio per il secondo mese che, al contrario, volò leggero come il vento tra i frutteti.

La brucastorie infatti iniziava a conoscere per bene l’immenso Paese del dragone e questo non le faceva più così paura. Inoltre fu supportata da molti personaggi: la già menzionata compagna-scudiera-cantastorie, il brucavaliere che amava il cibo italiano quasi quanto la brucastorie (che anche tra i bruchi è il migliore del mondo, avete mai assaggiato le mele del Trentino??), il bru cavaliere che l’allietava in giochi da tavola (il Bruco-burraco), il bruco saggio che le approvò la storia che darà fine ai suoi 2 ultimi anni di studio e la fatina buona, La fata Bruchina.

La fata Bruchina andò a trovare la cantastorie per portarle quello che di meglio il suo Paese delle più splendide bellezze ha da offrire: cibo, risate e tanto amore. Questa fatina, come tutte le fatine che si rispettano, con la sua bacchetta magica ha formulato l’incantesimo “Brichichi Brochichi bru” la portò via con una magia e, facendola dormire in frutti a 5 stelle, le permise di scoprire antichi misteri e segreti del grande Paese del dragone.

Nel corso della numerose avventure, la brucastorie andò anche a visitare ciò che di più spettacolare potesse mai immaginare: il grande baluardo di pietra. Costruito secoli e secoli or sono, questo possente enorme bruco di pietra doveva avere la funzione di proteggere dai brutti nemici tutto il popolo del dragone.

Anche i momenti di ristoro erano stati nel primo mese piuttosto ardui. Ma la cantastorie sapeva ormai cavarsela, tra ravioli, spaghetti e tanto tanto riso oltre all’immancabile frutta famosa, cioè i mandarini , aveva imparato a riconoscere il miglior mix di prezzo/quantità/qualità/gusto. Per pochi danari poteva recarsi nella via dell’est, degustando prelibatezze rigorosamente dragoneggianti e assolutamente situate direttamente sulla strada. Solo raramente la brucastorie si permetteva una cena che ricordava il lontano occidente e la sua Brucopizza.

Un’altra avventura che passerà ai posteri fu il giorno nel quale la cantastorie si avventurò con una bruca forestiera alla ricerca della magica e tradizionale bevanda del paese del dragone: il tè. Le insidie furono tante: la libellula ubriaca (si può chiamare così un taxista che ha fatto in mezz’ora più sputi che chilometri?) che le accompagnava si perse per le vie intricate delle foreste oscure. Ma la brucastorie e la forestiera proveniente dal bel Paese dei fiori e dei mulini a vento non si arresero e arrivarono in questo sotterraneo che incuteva un certo timore.

Dovremmo forse tornare indietro?” chiede la prudente (per non dire cagasotto) brucastorie. Ma la forestiera volle, forse per volere del fato, continuare sull’oscura via: “la bevanda sarà eccezionale!”. E così la brucastorie ebbe in dono da una dama dalle antenne a mandorla e i gesti gentili una splendida dimostrazione di come in questo antico Paese si prepara e si beve questa magica bevanda. La donna del Paese del Dragone non volle danaro e la brucastorie potè constatare quanto anche i bruchi che incutono più timore possano sorprendere e rivelarsi delle ottime apparizioni nel suo lungo cammino.

In un momento di riflessione, mentre cercava di resettare il suo umile frutto dove vive, la brucastorie pensò a quanto fosse grata ancora una volta a tutte le persone che la sostenevano, alla sua famiglia, alla sua combruccola e anche al brucaestro cattivo che la mandò dal dragone anziché dalla Grande Mela. E la brucastorie si rese conto che qualcosa era cambiato dal primo mese. Iniziava forse a fare parte di un gurppo? Stava iniziando ad avere dei bruchi che la facevano ridere e la rendevano felice?

La brucastorie rimise la sua bisaccia in spalla: era giunto per lei il momento di tornare. No fermi un attimo non era così che questa storia doveva finire. Facciamo un passo indietro.

La brucastorie sorrise e guardò il calendario: era a metà cammino e sapeva che aveva già affrontato la parte in salita. Non poteva ancora dire “e vissero per sempre felici e contenti” ma poteva dire “stiamo vivendo davvero, felici e contenti” nella continua ricerca del grandissimo tesoro che la stava aspettando alla fine del suo viaggio.

12167683_10153208139761662_14029059_n

G. in collaborazione con…

You Might Also Like

2 Comments

  • Reply Claudio 21 ottobre 2015 at 11:54

    Bella storia 🙂

  • Reply Zia Patry 21 ottobre 2015 at 22:47

    Grande brucastorie !!!!questo srano posto stà diventando una”””favola”””grazie ancora che mi hai permesso di farne parte ciao e buona fortuna nella grande terra del dragone baci baci

  • Leave a Reply