Al calar del sole

C’era una volta…

29 aprile 2016

C’era una volta, nel lontano 2013, una brucastorie che si sentiva terribilmente sperduta. Tornava infatti da un’esperienza in Svezia nella quale aveva scoperto nuove terre, nuovi pensieri e anche un bruco che le aveva fatto perdere le antenne.

L’esperienza con il grande Mago Merlino era finita e quale sarebbe stata la sua strada? Il brufratello della brucastorie insisteva: va a mettere da parte le foglie da mangiare che studiare non serve a niente! Ma la brucastorie sapeva che la strada non era quella giusta: lei amava i brucolibri e non poteva aver già finito di brucarli!

Le offerte erano tante e le indecisioni anche.. finchè… finche un piccolo campo sempre nelle terre emiliane ,non troppo lontano dal prato in cui la brucastorie viveva, si fece strada tra le varie opzioni. E se fosse proprio Brucco Bruchilia (chiamata dagli umani Reggio Emilia )? Il nome sembra altisonante: Management e Comunicazione d’impresa, praticamente una scuola che insegna ai bruchi come vendere e fare pubblicità ai bachi da seta. Le idee non sono chiare ma perchè non provare?
La brucastorie non sapeva ancora che proprio grazie a quella bruchiversità avrebbe potuto viaggiare, sognare e crescere in Paesi misteriosi.

Per la gioia della sua brucomamma la brucastorie andò in India, nel paese dei colori, degli odori e della spiritualità nonché degli incantatori dei parenti stretti dei bruchi: i serpenti!! Tornò poi nelle amate terre del nord, le terre della libertà, della natura, del bianco e della pace dove i poveri bruchi autoctoni vivono la maggior parte della loro vita in letargo per il grande freddo. Si immerse perfino nelle terre dell’antico dragone, della sua fortezza di pietra, della sua bevanda magica del tè.

La brucastorie non sapeva ancora che avrebbe potuto conoscere bruchi meravigliosi, teste incredibili e brucamici che avrebbero preso un posto speciale nella sua vita. La brucastorie non sapeva neanche che fosse così bello lasciare che un altro bruco potesse scoprire ogni parte di lei. E non sapeva ancora quanto sia bello e difficile lasciarsi amare.

La brucastorie non poteva nemmeno immaginare che il suo brucofratello si sarebbe innamorato così profondamente da pensare al per sempre e non sapeva nemmeno che una bruca sarebbe riuscita a farlo sorridere così spesso, facendogli anche dimenticare un po’ del suo brucoamore per Alessandro Del Bruco.

La brucastorie non sapeva tante cose, non le poteva prevedere, le poteva solo sperare. Ma come poteva saperle lei tutte quelle cose, lei, una bruca, che vive nel mondo dei bruchi dove l’unica aspirazione è trovare una piantagione dove trasformarsi in baco, e viversi la pensione nel baco a riposarsi fino ad arrivare a vivere l’ultimo giorno da farfalla. Ma la brucastorie non sapeva che delle volte la realtà supera anche l’immaginazione, che non è proprio la qualità più spiccata dei bruchi, ma che in lei era fervidissima, non per niente era una brucastorie!!!

D’altro canto c’erano anche delle cose che la brucastorie aveva sempre saputo. Aveva sempre saputo che i suoi brucagenitori ci sarebbero sempre stati, con saggi consigli e con il loro brucapensiero. Sapeva anche che la sua combruccola sarebbe rimasta un punto cardine, che anche crescendo avrebbe potuto contare sulla sua presenza.

La brucastorie si guarda indietro e si accorge che sono già passati 3 anni. 3 anni? E dove si sono cacciati? Avrebbe potuto utilizzarli meglio? Avrebbe potuto cercare di diventare una bruca seria anziché aggiungere altri sogni al suo cassetto? Avrebbe potuto continuare a gustarsi una prelibatissima foglia senza curarsi degli altri? Avrebbe potuto, certo che avrebbe potuto.

Ma adesso ha concluso anche questo viaggio e non potrebbe essere più felice.

La brucastorie guardò il calendario, era passata la seconda metà di Aprile. Per la prima volta nella sua vita la brucastorie non sapeva dove avrebbe portato la sua bruvaligia, non sapeva cosa sarebbe successo, non sapeva cosa voleva. Un po’ preoccupata, ma felice e grata, la brucastorie guardò all’orizzonte. Il suo futuro era come il colore delle ali di una bellissima farfalla che deve ancora uscire dal baco: ancora tutto da scoprire .

Grazie. Grazie a tutte le persone che hanno reso questa viaggio meraviglioso, grazie alle segretarie che l’hanno reso faticoso, agli amici che l’hanno reso leggero, all’amore che l’ha reso magico e ai capi che l’hanno reso possibile.

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G.

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