Al calar del sole

Prendo e porto a casa

6 dicembre 2015

La fine si avvicina e io non posso rinunciare ai miei amati bilanci di fine esperienza. Avrei potuto gestirla meglio? Avrei potuto rinunciare a qualche mia regola mentale per lasciare più spazio al nuovo e allo sconosciuto?

C’è chi crede che pensare al “come sarebbe stato se” non serva niente, che sia meglio non pensarci, chiudere parentesi su parentesi ed andare avanti. Ecco, io non faccio parte di questo gruppo. Sguazzo nei “se solo”, facendomi viaggi mentali, ipotesi su ipotesi, immaginandomi in scenari improbabili, costruendomi dialoghi, rispondendomi intelligentemente. J.D. (Scrubs) è una persona senza immaginazione a mio confronto. Insomma, adoro pensare a come sarebbe stato se fossi stata più spigliata, meno coerente, più aperta e disponibile, più magra, più bella, più, più, più. Provo ad immaginare a come sarebbe stata quest’avventura in Cina se fossi stata single, se avessi amato le discoteche, se non me ne fregasse niente dell’università, se avessi amato il rischio e il pericolo, se avessi deciso di buttare la mia borsa di studio in sesso, droga and rock’n roll. Penso a come sarebbe stata questa avventura se all’inizio avessi avuto subito un alloggio, se non avessi pensato di dover sopravvivere, se avessi pensato solo al vivere.

Ma sarà vero che siccome non sono uscita tutte le sere per spaccarmi in discoteche di dubbio gusto allora non mi sono goduta la Cina? Se ho preso sul serio ogni presentazione, ogni paper, ogni lezione sono davvero solo una sfigata di prima categoria?

L’altra sera abbiamo fatto la cena di addio (si mancano ancora 15 giorni, ma alcuni partono prima, vanno a fare un giretto in Malesia – Thailandia – Myanmar – Vietnam – Cambogia – a tu non vai da nessuna parte? Pff!) e gente con meno barriere distrutte dall’alcool, mi è venuta a dire quanto fosse contenta che ci fossi anche io, si anche io, così “timida e riservata”. Timida e riservata io? Mi metto a ridere da sola perchè mi immagino Rachele che alza il suo sopracciglio e non aggiunge altro, perchè dice già tutto con quel minuscolo movimento. Rido, mentre immagino Mario che alla frase “Si vede che sei una tranquilla, una che non dice mai niente” risponde : “Ma se dre a fa del bu? L’è na rompi bale!” (Ma stai facendo sul serio? E’ una rompi palle!).

Eppure le persone qui sembrano avermi conosciuta così. Avrò sbagliato qualcosa? Oppure la nostra personalità ha delle sfaccettature che si mostrano diversamente a seconda delle persone e degli ambienti che ci circondano? O magari semplicemente anche io posso essere/ apparire timida e riservata?

Chi lo sa, forse avrei dovuto uscire di più, forse avrei dovuto dare una possibilità in più a qualche persona che ho catalogato immediatamente come troppo distante da me, ma che forse mi avrebbe potuto dare molto.

Eppure non posso proprio dire di essere pentita di avere avuto pochi amici, ma veri. Non posso dire che se tornassi indietro non punterei, come credo/spero di aver fatto, sulla qualità rinunciando un po’ alla quantità. Ho scelto di costruire legami profondi che, mi piace pensare, resteranno sempre parte della mia vita.

Avrei potuto forse avere entrambe le cose? Può darsi, ma presumo non lo sapremo mai.

Quello che so è che oggi, oggi che mancano 16 giorni al mio rientro, io prendo e porto a casa. Prendo e porto a casa tutte le presentazioni fatte con i miei amici pachistani. Prendo e porto a casa le giornate passate in caffetteria a studiare. Prendo e porto a casa le partite a burraco, difendendo e facendo conoscere i Matrioska. Prendo e porto a casa tutti i soprannomi dati a tutto il gruppo. Prendo e porto a casa le risate con la mia coinquilina che mi dice “c’è solo una risposta: sono cinesi” in risposta ad ogni mia perplessità. Prendo e porto a casa i noodles istantanei, i sushi (fake) consegnati a domicilio, il riso in qualsiasi salsa. Prendo e porto a casa i sorrisi delle guardie dell’hotel che sono in 3 e hanno un totale di 4 denti. Prendo e porto a casa le docce gelate, lo sciacquone non funzionante, i maglioni appesi ovunque, la stanza cozy. Prendo e porto a casa i messaggi del buongiorno/ buona notte che non si capisce bene cheoresonolì?. Prendo e porto a casa le risate fatte per non piangere, i mille karaoke nella stanza 6009, Thor and dr Jones, gli episodi di The big bang theory e anche quel figo di Frank di HTGAWM.

Insomma, avrei potuto fare di più? Sicuramente. Avrei potuto dare di più? Ancora più sicuro. Ma io, quello che sono riuscita a collezionare, lo prendo e lo porto a casa. E spero di non riuscire mai a liberarmene.

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G.

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