Al calar del sole

SAVE THE TURTLES!

31 luglio 2016

In attesa di darvi un aggiornamento sul nostro avventuroso viaggio, vi voglio raccontare l’esperienza vissuta l’altra sera.

Sono a Bocas del Toro, piccola cittadina sull’ isola di Colon, sul mar dei Caraibi, vicino al confine con il Costa Rica. Si dice che questa isoletta abbia ospitato i peggiori pirati di tutti i tempi e mi sento un pò catapultata in un altro mondo, un pò mi sento a Gardaland, quindi quasi a casa.

Durante il giorno ci sono mille mila cose da fare, di isolette da visitare e di animali da avvistare. Ma alla sera, alla sera si beve, si balla e si fa l’amore.

Ma noi no! Noi sappiamo che tra giugno e settembre migliaia di tartarughe raggiungono alcune spiagge deserte per depositare le loro uova. Il problema è che noi bestie occidentali siamo disposti a pagare tra i 1000 e i 2000 € per le tartarughe, la loro carne, la loro corazza e le loro uova. Quindi i locali, che con 2000€ ci vivono per un anno, vanno su queste spiagge a rapire le care Ughe.

Quindi no, non andiamo a ballare al ritmo di qualche musica caraibica, ma ci uniamo all’associazione che salvaguarda queste creature che, per autofinanziarsi, permettono ai turisti di unirsi alla prima ronda notturna, dalle 9 alle 11.

Partenze alle 8.30 con 3 irlandesi e un taxista che ci chiede uno sproposito per portarci al punto di ritrovo. Ho poi capito che lo sproposito era in realtà totalmente meritato: strade sterrate, tronchi da rimuovere, passaggio sull’acqua, attraversamento di torrenti e chi più ne ha più ne metta.

Arriviamo al punto di ritrovo ed è buio pesto: le luci spaventano le tartarughe e, a quanto pare, a nessuno interessa che il buio spaventa me. Va bè.

Assolutamente vietati il cellulare, la macchina fotografica e qualsiasi tipo di luce: a guidarci saranno le stelle e la luna (che non c’è)! A venirci in aiuto (aiuto?) sono stati dei magnifici lampi che illuminavano il nostro sentiero.

Allora, ricapitoliamo: è buio, spiaggia deserta e camminata di 6 km sulla sabbia. Bene.

Dopo 15 minuti siamo tutti morti: la nostra guida è un maratoneta è sicuramente il fatto che la spiaggia sia costituita da qualcosa di simile alle sabbie mobili non aiuta.

Però però però. Da un lato ci sono palme a non finire, dall’altro le onde del mar dei Caraibi, sopra di me una distesa di stelle luminosissime e sotto di me una sabbia caratterizzata dalla presenza di microscopiche alghe contenenti clorofilla (per intenderci il fenomeno della bioluminescenza).

Tra una maledizione e l’altra verso Christoffer (io volevo essere a un party sulla spiaggia a bere piña colada), mi accorgo che sto probabilmente vivendo una delle esperienza più incredibili della mia vita. Se la guida camminasse più piano me la godrei di più, ma cosa ci vuoi fare.

Vi ricordate i lampi che vi dicevo prima? Ecco erano i chiari segnali di un temporale che non si è fatto attendere, al contrario delle care tartarughe.

Dopo qualche Porcamiseriadiluviaemoriròfulminata le due ore di ronda erano finite ed era ora di tornare a casa. Tra botte ai piedi causate da noci di cocco invisibili ai miei occhi, vestiti fradici, polpacci tirati e luminarie varie non ci siamo fatti mancare proprio nulla. A parte le tartarughe chiaramente!

Camminare di notte su una spiaggia caraibica: fatto.
Godersi lo spettacolo di un temporale notturno al buio: fatto.
Salvare le tartarughe: non fatto, ma ci abbiamo creduto!

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G.

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