Al calar del sole

Viaggiatore o Turista? Viaggiarista!

11 ottobre 2015

Dicono che ci siano due modi per conoscere un nuovo Paese, una nuova cultura, un nuovo mondo: da viaggiatore o da turista.

Mi piace immaginare il viaggiatore con uno zaino in spalla, una guida Lonely Planet e un frasario per farsi capire il minimo indispensabile. Penso al viaggiatore che dorme negli ostelli, che mangia nelle locande nascoste, che cerca di conoscere la cultura immergendovisi, anche se è scomodo, anche se il cibo non è “sicuro”, anche se deve controllare date, orari, coincidenze.

Immagino invece il turista come una persona che si affida ad un tour operator, che segue una guida con la bandiera del proprio Paese, che dorme negli hotel a 5 stelle e mangia in ristoranti con chef famosi e piatti prelibati.

Non penso che un modo di viaggiare sia meglio dell’altro, penso che il viaggio arricchisca sempre e penso che se si viaggia con occhi e cuore aperto non ci sia il pericolo di sbagliare. Detto questo, penso che lo stile del viaggiatore si abbini meglio a me: economico, fai da te e libero. Eppure adesso sono qui, su un aereo che da Xi’an mi riporta a Pechino e, guardando il tramonto sull’ala dell’aereoplano, penso al viaggio appena concluso, un viaggio da turista.

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L’idea era il Tibet: viaggio di 10 giorni fra neve, montagne e templi. Ma a quanto pare non è stagione o forse solo non è destino. “E se venissi qui a Pechino?” ” E se facessimo un tour del triangolo imperiale?” Sta pure tranquillo: se la spari grossa, la zia rilancerà proponendoti un viaggio di quelli che si fanno una sola volta nella vita.

Non sembra vero: si può organizzare un viaggio così lontano in meno di 3 settimane? Il visto? I soldi? Riusciamo poi a trovarci a Pechino?

La zia non ci crede finché non ha i biglietti in mano e io non ci credo finché non me la trovo davanti: stravolta da un viaggio impegnativo e da una Pechino che la accoglie con un’aria irrespirabile, mi abbraccia fortissimo, con un abbraccio che sa di amore, che sa di casa.

Siamo in un albergo di quelli che si vedono solo nei film, con la piscina, la sauna, i letti giganti, una doccia fenomenale e vorrei che la mia coinquilina potesse essere con me: il water funziona a meraviglia anche se butti la carta igienica! Ma è la stessa Cina che sto vivendo io?

Il tour è impegnativo, ma non ci basta: nei momenti liberi la guida divento io e porto la zia e altri signori a vedere la Cina che sto conoscendo, con street food, stradine distrutte e meravigliose, hutong, art district, gente che sorride e gente che sputa ovunque.

Ma Pechino non è la sola città che visitiamo, Xi’an ci attende: una città che la nostra guida definisce piccolina: d’altronde ha solo 10 milioni di abitanti, cosa vuoi che sia?

Era il 2005, avevo appena finito la terza media, ero una ragazzina, prendevo l’aereo per la prima volta e andavo nella meravigliosa Australia con la zia. Oggi ho 24 anni, non so bene chi-cosa sono e ho appena concluso un viaggio splendido non solo con una zia, ma anche con un’amica.

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Alle superiori la nostra prof di psicologia ci fece questa osservazione: “vi siete mai fermati a riflettere al dono prezioso che hanno le persone che hanno uno zio/una zia single? A quegli zii che, non avendo famiglia, hanno più tempo, passione e non meno importanti, più soldi da investire nei propri nipoti?”. No, non mi ero mai fermata a riflettere, ma oggi ripenso alla prof G. e capisco la mia fortuna immensa.

Si è fatto buio, il tramonto ha lasciato il passo al buio e alle nuvole e fra mezz’ora sarò atterrata a Pechino, prenderò la metro ed andrò a “casa”. Ripenso agli hotel a 5 stelle, a Beijing, alla grande muraglia che mi ha emozionato come mai mi era successo davanti ad un’opera d’arte, ai taxi presi a caso, al ruolo da semi guida che mi sono ritrovata a fare, allo spettacolo alla Drum tower, a Xi’an, al quartiere mussulmano e all’allucinante esercito di terracotta.

E ripenso alla fortuna di avere una zia che non ha paura della solitudine, che pensa che piuttosto di niente non è sempre meglio piuttosto, che al posto di investire in scarpe e borsette investe in viaggi e sceglie come sua compagna di viaggio proprio me. Alla zia che mi ha regalato l’esperienza da turista e che mi ha permesso di personalizzarla, facendola diventare un’esperienza da “viaggiarista”.

Vedo le luci di Pechino, l’aereo si prepara ad atterrare e io concludo l’#aggiornaocchiamandorla di questa esperienza. Non penso ci sia bisogno di sottolineare che la zia non mi ha lasciato pagare nulla. Spero solo che il viaggio sia valso la pena anche per lei perché il mio voto della settimana è un gran 10 e lode.

Vedere l’esercito di terracotta: fatto.

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Fare un viaggio da turista, facendo cose da turista: fatto.

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Vedere un tramonto con più smog che sole e trovarlo comunque estremamente affascinante: fatto.

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Avere una polaroid sulla muraglia cinese: fatto.

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Abbracciare la zia a millmila km di distanza da casa : super fatto.

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G.

P.s. Per altre foto potreste anche fare un giro sulla pagina di notfarenough su istangram!

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1 Comment

  • Reply nicole 11 ottobre 2015 at 13:58

    Okay… ho pianto!

    Grande zia di Giulia! ♡

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