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#BEM VINDO

25 settembre 2015

Olà a todos!

Vado in Portogallo? <<A FA’???, ANDOE??, PODET MIA ANDA’ AN GERMANIA??>>

Ebbene sì, queste sono alcune delle risposte che mi hanno dato i ¾ delle persone a cui ho comunicato la mia partenza.

Sono bastati semplicemente 3 giorni per cambiare totalmente il mio stile di vita, il modo di pensare e di relazionarsi. Eh sì perché se ci si trova come coinquilini 2 ragazzi polacchi che non sanno cosa sia l’acqua o meglio ancora quando ti bevi una birra ti rispondono < camon Caterina the beer is like a juice, drink a whisky with whisky!>. Ma la cosa che rende magica questa nuova vita è Bragança. Piccola città posizionata a nord del Portogallo nella regione di Tras-os-Montes. La difficoltà nel relazionarsi non è stata la lontananza da casa, le persone che mi circondano ma bensì la troppa vita notturna, sono passata dall’uscire con amici forse una volta a settimana ad uscire TUTTI i giorni, a dormire 5 ore per notte, ad andare tutti i giorni al supermercato per sopravvivere, a svolgere le faccende domestiche.

Sono partita con tutti i classici pregiudizi paesani, infatti queste maldicenze mi hanno accompagnato per i primi giorni di lezione, del tipo quando gli studenti dell’Europa dell’est si presentavano pensavo <ah si i badanti, le poco di buono, gli ubriachi>…mannaggia quanto mi sbagliavo.

Altra cosa importante è che qui ho ritrovato la mia passione per il basket, basta un messaggio nel gruppo del tipo <basket today at > che minimo 10 persone ti rispondono <yes!>.

Detto così sembra quasi di vivere una vacanza studio e non uno scambio. Ma non sono mancati i problemi, come il viaggio infinito (3ore e passa di volo più 4 ore di pullman), il dover cambiare l’appartamento assegnato, l’adeguarsi, l’aver dormito in un lenzuolo con chiazze gialle(immaginate), parlare una lingua diversa dalla tua (ok il portoghese non è difficile ma non è nemmeno così semplice e scontato perché se senti parlare per la prima volta un portoghese doc capisci solo sccc sccc scc), avere un esame subito dopo una settimana di corso, festeggiare ogni sera, l’aver perso la chiave di casa il 3 giorno.

In queste due settimane sono cambiata, cresciuta ma soprattutto mi sento fortunata di essere italiana. Quando mi presento da italiana immediatamente attiro l’attenzione di TUTTI, portoghesi, cinesi, ucraini, russi, danesi, francesi, turchi, spagnoli, greci e solo dopo aver parlato con le rappresentanze di questi popoli ho capito che noi italiani siamo dei veri e propri lamentoni.

NICE, BEAUTIFULL, LUCKY, FOOD…queste sono le risposte (seguite da facce stile vivi nel paese dei balocchi) che mi danno i ragazzi Erasmus a Bragança quando dico di essere italiana e non è che siamo in 3 gatti qui, ma bensì circa 200.

E io che sono partita vergognandomi del mio paese natio…

#THISISPORTUGAL

Atè a pròxima! Beijinhos!

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C.

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