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Partenze, ritorni e nuovi inizi

19 giugno 2015

“Conferma pagamento”

Lo schermo del cellulare si accende non appena clicco sul pulsante arancione, avvisandomi con una mail che il pagamento è andato a buon fine e il mio volo è stato acquistato. Con un tuffo al cuore (e al portafogli), ricontrollo la prenotazione e assaporo la sensazione di vedere confermato ciò che avevo pianificato da un po’…torno a casa.

Nel mio caso, è necessario essere specifici quando si parla di “tornare a casa”. Ho l’immensa fortuna di aver avuto diverse case nella mia vita, ma questa volta si tratta della mia casa-casa, quella dove sono nata e cresciuta e dove si trova la mia famiglia. Buffo come in realtà mi trovi proprio qui al momento e come quindi l’enfasi del tornare a casa impallidisca se confrontata con quella di viaggiatori che passano lunghi mesi prima di ritornare nelle loro città. La nostalgia, però, non funziona a comando, come ho imparato nel corso dei miei viaggi. Mi ritrovo perciò ad aver nostalgia di casa nonostante mi trovi già qui da più di tre settimane e a prescindere dall’applicazione di Easyjet che mi ricorda che sarò di ritorno tra meno di un mese. “Sei abituata bene, Caterina”, mi sussurra una vocina nella testa.

Mi rigiro sulla seggiola, turbata da questo pensiero e da tutto ciò che implica. Ho passato gli ultimi quattro anni a spostarmi tra città e nazioni diverse. Ho vissuto esperienze meravigliose, visto luoghi incredibili e stretto amicizie che mi porto nel cuore. Mi sono scontrata con la realtà, che mi ha tirato un po’ giù dal mio mondo di unicorni volanti e nuvole rosa e mi ha fissato a terra come fossi un palloncino. Mi sono dimenata, odiando questa città e la mentalità provinciale che caratterizza gran parte dei suoi abitanti, ma ora mi ritrovo a contare i giorni che mancano al mio ritorno. Sarà la consapevolezza che da settembre non potrò più rifugiarmi dentro un mondo scandito da esami e scadenze o solo la voglia di fermarsi per un attimo, dopo quattro anni di viaggi tra città e nazioni? Forse, sotto sotto, sono ancora la ragazzina che vuole tornare a casa per le vacanze e cullarsi nel pensiero che ci sia ancora tempo per crescere, ancora un’altra estate.C.

Ho viaggiato tanto, spinta dalla ricerca di indipendenza e dalla curiosità di vivere esperienze nuove e di imparare, ma so che la vera indipendenza la devo raggiungere dentro di me. Ho un gigantesco debito di felicità verso i miei genitori, che hanno investito su di me in mille modi e mi hanno dato la possibilità di fare le scelte che ho fatto. Da settembre, la sfida più grande, sarà mettere in pratica gli insegnamenti che ho collezionato in questi anni e ripagare quel debito.

 

C.

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