Guests

Prima il caos: Africa 2015

28 luglio 2015

Sono tornati. Sorrisi, racconti, parole, lacrime e anche un certo odorino. Beppe, Daniela e Marco sono atterrati a Malpensa alle 8.04 dopo un viaggio durato circa 48 ore, fra bus, moto-taxi e aerei. Le parole non mancano e le avventure da raccontare nemmeno. Ci avevano promesso un vero diario di bordo, ma l’Africa è imprevedibile. Vi lascio comunque con le loro parole, con le loro foto e anche con una loro canzone per raccontare il viaggio.

Eccoci qua. Fra 3 giorni scatterà il 10 luglio,il nostro primo bacio, i nostri 30 anni insieme. Non più ragazzini ma ancora sognatori. Sognatori a tal punto che abbiamo deciso di imbarcarci in una avventura, un viaggio che sara’ ” funambolico”: il più lungo, il più intrigante , il più sorprendente, il meno scontato, il meno piatto, il meno noioso della nostra storia. O almeno è quello che pensiamo.

E’ stato come un fulmine a ciel sereno: nessun pensiero, nessuna valutazione, nessuna riflessione. Decisione impulsiva, segno di quell’immaturità e incoscienza che è parte del nostro bagaglio, nonostante l’età, nonostante il tempo. Ci piace pensare che sia la risposta ad una chiamata di Colui che ci indica la strada da sempre e che non sempre siamo in grado di seguire, attratti e coinvolti dalle vie piu semplici e leggere tracciate dalla società’ che ci circonda.

Due figli e due opposti: Giulia con la sua voglia di sognare, i suoi ideali, il suo entusiasmo, Mario con la sua concretezza, la sua disponibilità,i suoi dubbi, la sua riservatezza. Noi, in partenza per la Repubblica del Congo dove ci aspetta una missione umanitaria. Cosa andiamo a fare? Bè questo ancora non lo sappiamo!

Viaggetto leggero leggero: Milano – Dubai – Entebbe – Kampala – Arua – Aru.

mappa

Il passaggio fra la casa e l’Africa è scioccante: colori, odori e contraddizioni che diventano una bomba di emozioni. Ma il primo vero botto è senza dubbio il tratto di strada che ci porta ad Arua . Si chiama “bus comfort”e ha tutto incluso: galline nel bagagliaio, musica africana a palla, strada non asfaltata con buche assurde, fermate a richiesta per “bisogni al volo” e merce di ogni tipo appoggiata in qualsiasi centimetro rimasto libero. Il tutto per “sole” 8 ore. Qualche inghippo alla frontiera (Uganda e Repubblica democratica del Congo non sono proprio amiche) e poi eccoci arrivati alla missione. L’entusiasmo che veniva emanato dai sorrisi e dagli abbracci delle varie sisters, ci ha dato una carica importante: avevamo un obiettivo e non c’era bagno orrendo che ci potesse fermare.

Pensavamo di avere tempo di scrivere tutti i giorni, ma i tempi dell’Africa, seppur meno frenetici dei nostri, non ci hanno dato tregua: luce solo dalle 6 alle 6, niente elettricità e niente illuminazione.

Mi ritrovo sola a scrivere. È domenica e alle 6.30 ci aspettano per la messa (quella delle 10 prevede 700 battesimi e abbiamo pensato che sarebbe stato un po’ troppo). Sono ancora sconvolta,senza fiato,incredula. Aspetto le vacanze tutto l’anno e mai, mai avrei pensato di ritrovarmi qui, in un piccolo letto, sotto chilometri di zanzariere.

Guardo Beppe che dorme e ringrazio Dio: in questi giorni mi accorgo di come è preoccupato per me, di come io non potrei vivere senza di lui. La sua presenza mi rassicura e so che lui mi toglierebbe da qualsiasi situazione difficile. Mi sembra di essere tranquilla ma il fatto che lui dorma e io no dice il contrario.

Non abbiamo ancora presentato Marco, nostra guida e compagno di avventure. Difficile descriverlo, girando per i villaggi scuote la testa con gli occhi pieni di lacrime e indossa una maglietta con scritto: “Per far nascere dentro di sé una luce si deve prima creare il caos”. Penso che questo basti.”

Orgoglio, emozione e mille domande mi frullano per la testa ma poche riescono ad arrivare alla mia bocca. Mi hanno lasciato senza parole, il che è tutto dire. Se li incontrate per strada e non li volete sentire parlare delle loro avventure scappate perché sono un flusso libero di entusiasmo, gioia e serenità. Ma se avete un po’ di curiosità, un pezzettino di cuore ancora da riempire o una domanda da fare non lasciateveli scappare. Perché persone così piene di tutto si incontrano raramente. E solo a tempo determinato.

20150710_121312

Il mercato di Aru

20150710_122052

 

20150710_120707 

20150713_110521

Bambini terrorizzati dalluomo bianco

Bambini terrorizzati dall’uomo bianco

20150717_172407

Banane: lesse, fritte e in umido

La mensa della scuola

La mensa dell’ospedale

20150719_104740

12 anni: il primo incontro con i pastelli

12 anni: il primo incontro con i pastelli

Alleluja delle lampadine

Alleluja delle lampadine

20150716_115138
G. D. B.

You Might Also Like

1 Comment

  • Reply Michi 28 luglio 2015 at 20:56

    Fantastici!

  • Leave a Reply