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Primo impatto sull’America Latina

26 giugno 2015

Elena Caldo sui 5000 metri del deserto di Atacama, freddo nell’immenso Salar  de Uyuni, interminabili distese nella pampa, paesaggi ghiacciati dal  Perito Moreno alla Terra del fuoco, imponenti montagne andine con i  loro amorevoli vini. L’America Latina, un territorio immenso, bellissimo e  così diverso, ogni stato con le sue caratteristiche e ogni città con le sue  tradizioni. Lingue di ogni genere: quechua, guaranì, aymara. Cibi  gustosi per il palato: locro, choclo, asado, tamales, humitas. Città  enormi, città in stile europeo, città coloniali, città moderne, città con  rovine antiche, città dai mille colori, città fredde, città afose.

In questa diversità io ho ritrovato me stessa. Avevo vinto una borsa di studio per Salta, cittadina nell’estremità settentrionale dell’Argentina, molto vicino alla Bolivia, così mi sono imbarcata senza nemmeno troppo pensarci. Quando l’aereo stava per atterrare, dopo 14 ore di volo, ho pensato: ‘chissà come sarà?’. Non sapevo cosa aspettarmi e non riuscivo a crearmi uno stereotipo abbastanza forte nella mia testa a cui aggrapparmi per poi assecondarlo o distruggerlo, ma già quando l’aereo si stava abbassando si riusciva a scorgere Buenos Aires con la sua immensità e allora capii che sarebbe stato tutto da scoprire, che gli stereotipi comunque non sarebbero serviti a nulla. Ecco quindi che con una valigiona, uno zaino gigante, un piede ingessato, una stampella e una povera signora che mi ha accompagnata fino ad un taxi è iniziata la mia avventura.

Vi racconto cosa mi è capitato nell’ostello a Buenos Aires: era una sera come tante altre e vidi la ragazza peruviana che avevo conosciuto il giorno prima in cucina entrare in camerata, si avvicinò al mio letto e mi chiese se volevo andare con una sua amica ad una lezione gratuita di tango. Quella danza mi ha sempre affascinato, ma mai avrei pensato di provare a ballare tango! Sono un pezzo di legno, come dicono i miei amici… Questa esperienza mi ha riservato una particolare sorpresa (come d’altra parte mi sarebbe successo in tutti i mesi passati tra l’Argentina e il resto dell’America Latina): finita la lezione di prova è iniziata una vera e propria milonga con una banda che suonava e cantava e, per finire, davanti all’ennesimo bicchiere di vino, ormai alle 4 del mattino, ecco che venne annunciata la coppia colombiana che aveva vinto il primo posto nella competizione più importante di tango. Uno spettacolo meraviglioso, piroette su piroette! Un’armonia incredibile… Sono queste le cose che più mi piacciono e che sempre mi ricorderò dei miei viaggi, cose inaspettate che capitano per caso solo perché sei lì in quel momento e che ti riempiono di felicità.

Ho conosciuto molte culture, alcune simili alla mia, altre molto diverse, ma anche molta gente, alcuni del posto, altri ‘mochileros’, ragazzi che viaggiano con uno zaino per tutto il Sud America da Ushuaia a Tijuana, ognuno con le sue origini, ognuno con la sua lingua e una storia da raccontare, ma tutti con una gran voglia di vivere. Ecco perché mi piace viaggiare.

 

E.

 

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1 Comment

  • Reply Luciana 2 luglio 2015 at 21:46

    Riconosco la voglia di viaggiare,di conoscere e di affrontare nuove sfide e situazioni che vi ha da sempre accomunato. Well done girls
    Luciana

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